La “rivoluzione” spagnola

La “rivoluzione” spagnola

Apprendo con un ghigno di piacere che in Spagna si sta muovendo qualcosa. Sarà perchè sono sempre in piazza a fare botellon, sarà perchè il sole è più bello dalle loro parti, fatto sta che da alcuni giorni le piazze più importanti del paese sono diventate pianta stabile per qualche migliaia di ragazzi. Non fanno parte di partiti o di movimenti. Sono liberi cittadini che si sono stancati di rimanere in silenzio. La spinta deriva dalla solita situazione paradossale. La disoccupazione giovanile al 45%, La banca Santander ha aumentato i profitti del 35% da quando è iniziata la crisi, Telefonica, una delle principali aziende di comunicazioni, ha incrementato le entrate del 30% rispetto il 2010, Zapatero è l’unico presidente dell’Unione Europea a pagarsi le vacanze con i fondi pubblici e molto altro ancora. 
Anche in Spagna la disaffezione verso la classe politica sta diventando sempre più forte. I cittadini si sentono sempre più una variabile non dipendete dalle scelte di politici che spesso pensano al loro orticello.
Il risveglio in stile arabo sta contagiando anche gli stati europei?